Aeroporti Australiani a Rischio Blocco

Boom di visitatori per l’Australia che sta registrando un incremento di ospiti fuori dall’ordinario.
La terra tanto amata dal turismo internazionale quanto bersagliata da un’ondata di futuri residenti in cerca di lavoro o di un’esperienza di studio all’estero, potrebbe però trovarsi nella condizione di dover gestire un numero sempre più crescente di immigrati e turisti, tale da congestionare i suoi aeroporti.

I numeri parlano chiaro: il Ministro dei trasporti e delle infrastrutture, Anthony Albanese ha dichiarato infatti che il traffico aereo starebbe giungendo a quote sempre meno contenibili. La preoccupazione sarebbe stata comunicata dal membro del Governo australiano durante il summit delle compagnie aeree dell’area asiatica e pacifica.

L’eccessivo traffico aereo potrebbe congestionare gli aeroporti australiani

L’allarmismo sarebbe scattato perché, sempre secondo quanto dichiarato dal Ministro Albanese, entro il 2020 oltre il 50% del traffico aereo diretto in Australia sarà di provenienza dalle nazioni asiatiche. I paesi asiatici hanno preso di mira da parecchi anni l’Australia, considerandola una sorta di terra promessa nella quale trasferirsi e svolgere le proprie professioni, talvolta anche alimentando il mercato del lavoro nero.

Già negli scorsi anni, oltre trenta milioni di passeggeri sono transitati negli aeroporti di competenza australiana ed il Ministro ha anche tenuto a specificare come ci sia stato un incremento del numero dei voli per settimana dalla Cina. Si sarebbe passati da circa una decina di voli settimanali a oltre 80. Un introito che all’Australia frutta un business milionario, ma che aldilà del ricavato, mette in seria difficoltà le istituzioni.

Tour e viaggi in Australia: un business milionario con pro e contro

Il Governo australiano ha già quantificato le cifre da spendere per supportare un traffico aereo in continuo aumento. Occorrerebbero circa 16 miliardi di dollari australiani per poter scongiurare il pericolo di congestione degli aeroporti. Diversi progetti sono già in cantiere per evitare che ciò possa accadere.

Tra questi, prima di tutto, l’ampliamento dell’aeroporto di Perth, che prevede una spesa di circa 600 milioni di dollari australiani, ovvero l’equivalente di poco più di 450 milioni di euro.

E poi, dulcis in fundo, una delle maggiori opere aeroportuali cioè il secondo aeroporto di Sidney la cui area destinata alle piste sarebbe già stata identificata nella cittadina di Badgery Creek, poco distante da Sidney. Questo progetto ambizioso ha già avuto il consenso della pià prestigiosa compagnia aerea dell’Australia, la Qantas, che a quanto pare ha base proprio nella città di Sydney.

L’altra parte della medaglia: vivere e trasferirsi in Australia

D’altro canto c’è chi, però ovviamente continua a contribuire a questo business, vedendo nell’Australia una terra dalle grandissime risorse. Trasferirsi in Australia, andare a cercar fortuna, studiare all’estero, imparare bene l’inglese, sono tutte le motivazioni che stanno alla base di una ricerca così sfrenata di biglietti per la terra dei canguri, che giustificano un incremento così importante del traffico aereo. Certo è che, da qui a far diventare un plus, un malus forse i ministri del governo australiano dovrebbero riflettere sul business di cui si rendono responsabili questi numeri.

Da oggi chi voleva andare in Australia certo non si fermerà, dopo le parole del Ministro Albanese, ma forse farà i bagagli prima che si pensi di chiudere le porte al turismo e a tutti coloro che vedono in questo paese, un modo per riscattarsi. “L’Australia, – come sostiene uno studio dell’Ocse -, è il miglior paese al mondo in cui vivere”.

Lascia un Commento

commenti