Oggi scrivo con le lacrime agli occhi dalla gioia perchè Barbara, una lettrice di I Love Australia, ci ha scritto volendo condividere la sua incredibile esperienza in Australia in un articolo all’insegna dell’amore e alle meravigliose “coincidenze” che la vita ci regala.

Grazie Barbara, congratulazioni anche a Stefano e buona lettura a tutti voi.

 

 

Nel Maggio 2008 sono arrivata in Australia in vacanza.
In realtà in quel mese cercavo lavoro, avevo lasciato il cosidetto “posto fisso” in Italia non perchè mi trovassi male, anzi, ma qualcosa mi spingeva ad andare oltre, a sfruttare al meglio la mia laurea.
Ovviamente c’era chi appoggiava e chi meno, lasciare un buon lavoro come designer tanto agoniato a 28 anni per l’ignoto era un po’ da pazzi.

Decisi di partire per l’Australia, vedere questa terra bellissima e capire che cosa poteva offrirmi, dopo un mese di vacanza me ne sarei probabilmente andata a Londra a cercare fortuna. Ma qualcosa cambiò tutti I piani.
Avete presente il film Sliding Doors con Gwyneth Paltrow? Ecco penso che meglio rappresenti quel che e’ successo.

Durante l’ultima settimana di vacanza mi trovavo a Cairns, esattamente a Cape Tribulation (quel luogo che il Capitano J. Cook battezzò come capo della tribolazione, Cape Tribulation per l’appunto, per le grandi difficoltà che incontrò per accedere alle spiagge) per una gita in
giornata al Parco Nazionale di Daintree Forest.
Inizialmente dovevo andare ad Ayers Rock, ma ero da sola e la voglia di mare e caldo mi hanno portato a scegliere il Queensland all’ultimo minuto. Appena arrivata in ostello a Cairns, il Gilligan’s (che raccomando!), volevo prenotare per il giorno dopo l’uscita alla barriera corallina, ma anche qui per una serie di cose scelsi di farlo dopo e di andare a vedere i coccodrillli nella foresta.

Eccomi quindi aspettare dopo il pranzo a Cape Tribulation con i compagni d’avventura da ogni parte del globo l’arrivo del gruppo che si univa al nostro per il ritorno a Cairns.

L’autista del furgoncino chiama per nome i nuovi arrivati e sento anche quello di un italiano, e in quel momento non avendo voglia di conoscere connazionali non provai ad attaccare bottone.

Durante il ritorno facciamo sosta in una foresta con piccola cascata, chi voleva poteva farsi il bagno o andare a fare un giro nella foresta, avendo attenzione a non perdersi! Il ritrovo sarebbe stato alle 16.10, o almeno questo è  quello che avevo capito.
Non avendo il costume faccio una bella camminata per la foresta, rischio quasi di perdermi, ma per fortuna alle 16.10 in punto riesco a tornare al furgoncino che aspetta con il motore acceso.
L’autista dice qualcosa in un super accento australiano che non capisco e ripartiamo.

Alla sosta successiva faccio una chiamata e racconto, in italiano, di come procede la vacanza ad un amica, a fine chiamata il ragazzo seduto dietro di me mi chiede in italiano da dove sono sentendo il mio accento veneto. Era il ragazzo italiano che si era aggiunto a noi.
E così cominciamo a parlare e a scoprire che io ero da Treviso e lui da Padova, che le nostre case sono a 30 km di distanza, che entrambi avevamo lasciato il lavoro in Italia che per quanto buono ed in linea con i nostri studi, non ci dava quel qualcosa che volevamo.
Inoltre scopro che l’autista aveva detto di trovarsi a meno 10 alle 16, no alle 16.10!, e che quando sono arrivata al furgoncino il motore era acceso perche’ stavano partendo!
Inoltre Stefano sarebbe gia’ dovuto tornare a Sydney a cercare lavoro, si era preso 2 mesi di vacanza, ma aveva rimandato di alcuni giorni, e così per una serie di mille coincidenze ci trovavamo entrambi in quel posto quando avremmo dovuto essere altrove. E magari io potevo essere dispersa nella foresta pluviale!

Dopo la vacanza sono tornata a Sydney assieme a Stefano che ha trovato lavoro come ingegnere informatico ed io come grafica pubblicitaria.

Quando siamo tornati a Sydney, con primo bacio davanti all’Opera house, sono tornata in Italia dopo pochi giorni (e ci siamo messi assieme in aeroporto davanti al gate di partenza, non proprio romantico..). il padovano mi ha tampinato 😀 e dopo soli 12 giorni sono ritornata a Sydney… se non e’ amore questo!

Dopo un anno in Australia, scaduto il WHV, siamo rientrati in Italia dove abbiamo subito trovato lavoro (ma le paghe australiane ce le sogniamo in Italia!), e ci siamo sposati… ma il destino e’ sempre in agguato!

La ditta di Stefano gli ha concesso lo sponsorship che e’ arrivato qualche giorno prima del matrimonio. Cosi’ abbiamo fatto le valigie e siamo ripartiti.
Ora sono 2 anni che siamo tornati in questa citta’ per noi speciale, Sydney.

Volevo condividere questa storia per dire che a volte devi andare dall’altra parte del mondo per trovare quello che hai sotto gli occhi, ma probabilmente se non avessi fatto questo lungo viaggio non avrei trovato quello che avevo gia’ vicino.

E di credere alle coincidenze!!!

Buon anniversario amore mio!

 

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