Marta mi ha contattato qualche tempo fa per organizzare il suo viaggio in Australia.
Dopo essere arrivata e aver vissuto per un po a Freemantle, ha deciso di farsi una bella vacanza sulla East Coast da Cairns a Sydney e poi Melbourne, ovviamente passando a salutarmi a Byron Bay.

La sua personalità spumeggiante, l’entusiasmo e lo spirito d’adattamento dimostrato nel viaggio, le hanno permesso di vivere un esperienza unica e straordinaria. Con migliaia di chilometri macinati, nuove amicizie,  paesaggi mozzafiato e tante emozioni indimenticabili, Marta è pronta a condividere la sua esperienza con gli amici di I Love Australia.
Buona lettura.

Viaggio Marta

Mi chiamo Marta, ho 32 anni e lavoro per una società di revisione contabile ad Ancona, quindi la mia quotidianeità lavorativa si divide tra le Marche e l’Abruzzo e quella non lavorativa, nella mia Pescara.

Ad ottobre, quando dopo un periodo di “drammi esistenziali” (molto meno importanti di quello che si possa pensare), decido di chiedere l’aspettativa a lavoro, per un periodo di 3 mesi, dicembre, gennaio e febbraio, il massimo che possono darmi, e partire, sola, lontano, lontano quanto l’Australia!

Il mio programma è un non programma: male che va, dopo il Natale e Capodanno, torno inidetro.

Il 3 dicembre parto per Perth con un bagaglio di 30kg (praticamente inutile per circa 20kg), e un mix di entusiasmo, agitazione e pessimismo cronico che mi contraddistingue sempre.

 

Arrivo a Freemantle: Inizia l’Avventura

Dopo un viaggio totale di circa 20 ore arrivo: ancora non mi sembra vero, sono dall’altra parte del mondo. Alla fine, tra alti e bassi, mi stabilisco nella lovely Fremantle a sud di Perth. Vivo li per circa 1 mese e mezzo la mia quotidianeità australiana, con Annalisa, la mia prima coinquilina e Massimo il mio mate/supporto.

Un annuncio letto per caso fa si che diventi l’housesitter, per la settimana di Natale, di una bellissima casa con piscina e la chickensitter di 6 galline! E bene si: il mio lavoro principale è di prendermi cura di queste 6 gallinelle, che ogni mattina, mi ringraziavano con 6 uova fresche! Per le settimane successive divento la babysitter del piccolo Cian, il padroncino di quelle galline, che mi permette di vivere nella sua bellissima casa ad un prezzo praticamente europeo.

Lavoricchio part time come cameriera in un risotrante italo/siculo/croato/australiano, dove i proprietari diventano la mia “step family”. Mentre mi diverto alla grande scoprendo i gusti culinari degli australiani, tra cappuccini e latte caldo con cioccolato serviti dopo cena, i clienti australiani si divertono ad ascoltare la mia storia: come sia passata dalla revisione contabile in Italia, alla vita da backpackers li in Australia.

Arriva il Natale: lo trascorro in spiaggia, è una giornata stupenda e fa caldissimo, tanto che faccio fatica a sentire quel senso del Natale al quale sono abituata e anche il cappellino rosso che ho in testa, dopo 3 minuti a quelle temperature, inizia ad essere troppo. Il richiamo della mia piscina con quel caldo è irresistibile: la cena di Natale è quindi a casa mia, con Paolo, Annalisa e Massimo. La cena è un mix di cucina orientale ed Italiana e forse, uno dei primi pasti decenti dal mio arrivo in Australia. Poco dopo arriva il capodanno: la sera lavoro, finisco alle 23.30, giusto in tempo per la festa nella spiaggia a South Fremantle: è una serata bellissima, calda, c’è la musica, siamo tanti e il passaggio al 2013 in mezzo all’oceano indiano, qualcosa di difficile da dimenticare.

Qualche giorno dopo è anche la volta di Del Piero, ebbene si: il Sydney è a Perth per la partita e io da juventina, non posso non andare a vedere il Capitano, li, a migliaia di km dall’Italia. Lo stadio è pieno e quasi tutti sono per li per lui, ma con un po di pazienza, anche io riesco ad avere il mio incontro ravvicinato con AleX!!!!!!!

In tutto questo, inizio a scoprire quanto speciali siano gli australiani, anche loro sono stati una versa sorpresa.

Gente che mi sorride per strada, che mi saluta anche se non mi conosce e mi aiuta se può. Gente che mi fa il biglietto del treno dato che non ho spicci per farlo alla macchinetta; gente che mi chiede scusa se non mi può offrire un lavoro, gente che mi ferma mentre faccio l’autostop e mi dice di rilassarmi e respirare (dato che salgo al volo mentre corro che faccio tardi a lavoro) e che adesso ci pensa lui ad accompagnarmi, gente che mi dà indicazioni stradali e poi me li ritrovo dietro con la macchina perché “quasi quasi ti ci accompagno io”, gente che mi dà un passaggio in macchina perché “sei matta a piedi con 40 gradi?”. Ma soprattutto, gente rilassata, sorridente e a volte si, un po assurda, sopra le righe. Ma in fondo, non posso chiedere di meglio.

Marta Fraser Island Tour

 

Inosomma, qui è tutto bello, ma l’Australia è così grande, il tempo sta per scadere e forse è il caso di guardarmi intorno. Sicuramente, non posso tornare in Italia senza aver visto almeno Melburne e Sidney! Il mio mega libro del Lonely Planet mi dà l’imbarazzo della scelta, ma da dove comincio?

Prendo qualche spunto anche da Annalisa e Massimo e provo a chiedere a Mirko, conosciuto per caso su Facebook prima di partire, l’ideatore del sito I Love Australia.

Vive a Byron Bay e lavora in un agenzia di viaggi mi dà due dritte e mi aiuta con le prenotazioni dei tour e del bus della Premier: un open tilcket da Carins a Sydney, 2.416km, che posso prendere quando voglio, basta riservarmi la tratta direttamente dal sito. So solo i che il 25 febbraio Emirates mi aspetta per riportarmi in patria da Perth. Per il resto vediamo che succede.

Bus, aerei, destinazioni e tour definiti, e per dormire? Scopro per caso questa parola: Couchsurfing. La mia prima reazione è questa: io, a casa di uno sconosciuto a dormire, gratis? mai! Poi però capisco che c’è un mondo dietro e mi rendo conto di quanto sia geniale questa invenzione! Credo sia perfetto per me, soprattutto perché viaggiando da sola, incontrare gente del posto non può che essere che positivo!

Cairns: Barriera Corallina e Cape Tribulation

Da li parte la corsa contro il tempo: mi faccio il profilo recuperando qualche foto dei miei viaggi da Facebook e il mio amico Massimo mi aiuta con la tecnologia. Durante le nostre colazioni al Breaks di Fremantle, inizia il mio “stalking” ai vari host delle città pianificate sul mio cammino. Non ho un host per ogni posto dove andrò, ma fa niente, mi arrangerò. Decido di diventare tecnologica e mi compro un tablet che si rivelerà un compagno di viaggio assolutamente prezioso. Sto giro i 30 kg inutili portati dall’Italia restano a casa con le galline e il minimo indispensabile si inserisce, forzatamente, in un mini trolley da 7 kg, che all’occorrenza diventa da 11. Si parte: il 22 gennaio prendo un aereo della Jet Star che mi porta a Cairns, nord est, sulla barriera corallina, e da li inizia la mia avvenutura nell’avventura.

A Cairns c’è la mia prima couchsurfing exeperience: si tratta di una famiglia tedesca che vive li. Lui, Werner, mi viene a prendre all’aeroporto, nonostante sia l’alba. Ammetto che come prima eseperienza ho un po di dubbi, colpa dei troppi film thriller che vedo in tv. Anche perché in fondo sono loro che mi hanno mandato l’invito ma oltre ad una foto sul profilo, non hanno recensioni, in quanto anche loro, come me, sono nuovi. Quando arrivo a casa, inizio a guardarmi intorno. Lui mi dice che la moglie Barbara e il figlio Valentin dormono ancora. Inizio a guardarmi intorno per cercare tracce di loro, tipo scarpe, giacche, foto, ma non faccio in tempo a scoprirle tutte, che la mega colazione, mi travolge, come mi travolge vedere che c’è una bellissima stanza per me e una piscina al piano terra.

Cairns è carina, ma purtoppo la spiaggia non è balneabile, ma in compenso c’è una piscina artificiale, il cui colore celeste contrasta con il mare marrone di quei giorni, causa il maltempo che, ovviamente, mi accompagna. Il giorno dopo ho il tour nella zona di Cape Tribulation: è umidissimo e piove, ma dopotutto quel clima ha reso ancora più suggestiva la natura incontaminata in cui mi sono completamente immersa in quel giorno!! Paesaggi assolutamente surreali, diversi, tanto che a volte mi assento completamente…e poi, lui, il Koala, quel piccolino che è stato per qualche minuto arpionato alle mie braccia. Torno a Cairns, in casa dai miei host: per questi 2 giorni, mi sento la loro figlia maggiore tanto che mi riaccolgono anche dopo che il mio bus per Airlie Beach decide di non partire (e non avvisarmi) data l’acqua che il gentilissimo monsone sta lasciando su tutta la costa occidentale dell’Australia. Purtroppo è la stagione delle piogge e con mia immensa fortuna scopro che il monsone fa il mio stesso tragitto, verso sud, ma mi precede: quindi dove passa lui, non passo io, per almeno un paio di giorni.

Alla fine con un giorno di ritardo parto: arrivo a Townsville, tappa non prevista ma dovuta dato che il mio bus più di li non va. Dopo 5/6 h di autobus, il 26 gennaio arrivo: è l’Australian Day, arrivo: la città è deserta e ci sono qualcosa come 40gradi con il 90% di umidità, da impazzire! E’ l’una del pomeriggio e non ho host che mi aspettano. Con questo caldo la spiaggia e il mare sono l’unica soluzione. Mi avventuro e arrivo in un parco, mi butto sotto l’ombra per respirare e decidere sul da farsi. Sento una voce che da lontano in inglese, mi grida “che fai li da sola, vieni qui con noi” e nel giro di 20 minuti, mi ritrovo tra un gruppo di ragazzi australiani che non so come, sotto quel caldo giocano a cricket. Io me ne sto sotto l’ombra a chiacchierare con Maria, la ragazza di uno di loro. Piano piano li conosco tutti e Russel, il proprietario di casa, mi inviata al loro barbeque in piscina e a dormire sul loro divano, in modo da poter evitare gli ostelli che come dice lui, sono brutti e costano troppo. E poi è l’Aussie Day e non posso che non stare con loro! Posso riufiutare? Dopo il barbeque e la piscina è sera e ora tocca a loro: agli australiani, folli e raggianti, che festeggiano il loro Day, tra fiumi di birra e musica. Una giornata veramente speciale e devo ringraziare solo voi ragazzi, per avermela regalata.

Airlie Beach e Whitsundays

Il giorno dopo riprendo il mio bus, da dove mi ha lasciato esattamente 24 ore prima e finalmente arrivo ad Airlie Beach, dove mi viene a prendere Josh, il mio host che è uno skipper 40enne che lavora su un mega Yacht al porto: la location infatti è il porto turistico e il mio tetto, è proprio quello dello yacht. ll mio lettino è sotto il suo, nella cabina …Sta facendo un po di lavori, quindi c’è un po di odore di benzina, ma il tramonto e l’alba a cui assisto ogni giorno, mettono tutto in secondo piano. Ammetto che io e lui non ci prendiamo molto caratterialmente, anzi, a volte, al telefono con Massimo, penso veramente di andarmene. Ma in fondo è una persona gentile, che crede molto nello spirtio del CS e cerco di prendere i lati positivi di questa sua grande disponibilità ed esperienza. Addirittura una sera mi fa usufruire del mega plasma nel salottino dello yacht per vedere Mangia Prega Ama, in iataliano! Passo due giorni a spasso ad Arilie Beach, un villaggio di approdo e partenza per le Whitsundays. Dopo 2 giorni, infatti, scendo dallo yacht e salgo sull’Hammer , una barca a vela che insieme ad altre 10 persone, mi porta in giro tra questo arcipelago di isole che mi lascia senza fiato: questa volta la natura ha solo 3 colori: azzurro, bianco e verde. Nuoto tra i pesci e i coralli della Coral Reef, aspetto un tramonto che mi lascia senza fiato e mi addormento sotto le stelle in quell’arcipelago ….difficile scegliere, ma forse è una delle esperienze più belle, che mi ha regalato questa terra.

Al mio ritorno vado a prendere la valigia lasciata in barca da Josh, che nonostante i nostri attriti, comunque chiariti, mi dice che se i monsoni dovessero continuare a darmi fastidio, posso tornare da lui, fortunatamente il mio bus non ha problemi e mi porta ad Harvey Bay. E’ un villaggio molto piccolo e non c’è molto da vedere/fare e purtorppo non ho trovato nessun host ma un ostello: su questo evito i commenti, giusto perché il giorno dopo sono su una jeep alla scoperta di Fraser Island: un paradiso selvaggio ricoperto di sabbia! Impossibile descriverla tutta in poche righe.

Marta Gold Coast

Gold Coast e Surfers Paradise

All’alba del giorno dopo, vado via da Airlie Beach alla volta di Noosa, all’ingresso della Gold Coast, qui ho trovato Justin, un ragazzo della mia età che all’ultimo, e per ultimo significa, 3h prima, fortunatamente mi dice che mi può ospitare: mi spiega come arrivare a casa sua e come entrare dato che lui per quando arrivo non ci sarà ma tanto la porta del retro è SEMPRE APERTA! Dopo le due notti allucinananti in ostello stare li da lui, mi pare un hotel a 5 stelle! Vado a fare un giro per Noosa, in autostop, dove incontro Peter, un surfista. Mi dà un passaggio fino alla spiaggia, ma prima mi fa da Cicerone. Lui va a fare surf e io il bagno: se voglio aspettarlo, quando finisce, ci vediamo alla macchina e mi riporta a casa!!Posso rifiutare? Mai! Non solo, in Gold Cost, mia prossima tappa, lui ha tanti amici e la conosce molto bene, nel caso quindi, mi lascia il numero se dovessi avere problemi . Noosa è un gioiellino, chic ed elegante al punto giusto, ma quello che mi colpisce è che tutti, ma dico tutti, di ogni età, hanno sotto il braccio una tavola da surf, passeggiando dalla Main Beach alla ricerca delle onde migliori…

Purtoppo il giorndo dopo riparto: arrivo a Surfers Paradise, il mio host, Darren, via sms, mi conferma che per 3 notti posso stare da lui, in questa città che è il cuore della Gold Cost. Arrivo nell’”House of fun”, così Darren chiama casa sua, e in quei 3 giorni che sono li capisco il perché. Darren ha un energia positiva che mi travolge dal primo momento in cui mi apre la sua porta di casa. Chiacchieriamo per ore: è solare, brilllante, un vulcano di positività. I 4 giorni con lui e i suoi conquilini trascorrono in un atomosfera assolutamente speciale, sembra che di conoscerci da sempre, e poi li fuori c’è Surfers Paradise. La chiamano la “party city” ed è vero, ad ogni angolo ci sono pr di discoteche che provano a venderti la serata più “cool”, ma io mi perdo tra di loro: i grattacieli. La modernità a picco sul mare, su quella spiaggia che arriva fino a Coolangatta, che raggiungo bus e autostop in quei giorni. Darren mi consiglia la Q 1 Tower: 78esimo piano e la città ai miei piedi. Quel giorno piove, ma la vista è il tramonto sono comunque impagabili da li su, e io impazzisco letteralmente. Torno a casa con 300 foto in più, pronta a preparare la cena italiana per Darren e Moz ed è una sera speciale che mi insegna questo: LIVE, LAUGH, LOVE, vado via da Surfers Paradise con queste parole.

Il viaggio di Marta

Byron Bay

Prendo il mio bus per la mia prossima tappa, Byron Bay, dove arrivo in 2 ore e una di fuso orario. Arrivo in quella che chiamano la mecca del surf, famosissima per il suo stile hippy e assolutamente rilassato, non distante dai grattacieli di Surfers Paradise, ma lontano anni luce dalla sua atmosfera molto più trandy. Il mio umore non è alle stelle e nonostante nn abbia trovato alcun host, sono tranquilla e convinta di usufruire della spiaggia.

Però la prima cosa da fare è conoscere Mirko! Lavora proprio nell’agenzia viaggi davanti la fermata del bus e finalmente ci conosciamo di persona. Speciale, proprio come lo immaginavo e me lo dimostra accogliendomi per due notti a casa sua, salvandomi dalla spiaggia e supportandomi in un momento non proprio brillante, adesso ci rido su, ma Mirko sa quanto sia stato prezioso in quei due giorni 😀

Mi vivo Byron immedesimandomi nella sua atmosfera e con i suoi personaggi che incrociano la mia strada e con quei surfisti che osservo per ore, estasiata, fare magie in mezzo all’acqua. Non posso che non avere qui la mia lezione di surf, programmata, e quella di Yoga, non programmata con Darhil, che con assoluta gentilezza e semplicità cerca di riprendere il mio umore (quasi) perduto. Una gita a Nimbin con Mirko, Gianluca e Alessandro al Sunday Market, dove con soli $10 mi regalo due dei più bei vestiti mai avuti.

Marta Sydney

Sydney

Tardando di un giorno sulla tabella di marcia, parto alla volta di Sydney, le mie ultime 12 ore di bus. Arrivo il giorno di San Valentino, alle 7 del mattino, qui mi ospita un ragazzo, Mark, Iraniano che studia marketing e alloggia negli appartamenti per studenti, ci troviamo subito d’accordo dato che ama il calcio ed è Juventino. Il viaggio di 12 ore mi ha distrutta, ma dopo una doccia, un po di chiacchiere con lui e un paio di dritte, mi faccio letteralmente travolgere da questa bellissima città: in un’oretta arrivo a piedi fino al Circular Quay , dove inizio a godermi ogni singolo angolo e attimo di questo posto fanatstico, tra innamorati che passeggiano, rose rosse, scatole di cioccolatini e super sportivi che corrono sotto il sole. L’Opera House è maestosa: ci giro in torno per ore, non mi stanco di fare foto, da ogni angolo e l’Harbour Bridge è li che mi aspetta per una lunghissima traversata a piedi che mi mozza il fiato regalandomi una vista sulla baia da urlo!

Il giorno dopo, piove, ovviamente, ma vado a Mainly per un po di surf. Dal ferry Sidney è ancora più bella, quanto grande, anche in lontananza, è li che ti aspetta! Il pomeriggio torno da Mark solo per prendere la borsa perché per le prossime due notti ci sono Alessandra e Giacomo, due amici di Massimo conosciuti a Fremantle. Dormo sul loro divano, super coccolata, tra cene e colazioni in balcone e anche qui i giorni con loro volano. Il loro amico Paul il mattino dopo mi porta in auto a Bondi Beach e approfitta per mostrarmi Sydney. La mia ultima sera a Sydney, il 16 febbraio, si conclude al Circular Quay, dove dopo una birra sotto le luci dell’Opera House, i fuochi d’artificio mi regalano il mio capodanno australiano fuori data.

Melbourne

L’ultima tappa mi aspetta. L’aereo della Virgin mi porta a Melbourne dove c’è Josh il mio host, un ragazzo della mia età, che mi apre le porte di casa sua e della mia stanza che a breve, diventerà un campo di battaglia. Ancora adesso credo si stia chiedendo come sia possibile creare un tale caos, nel giro di pochi minuti. E’ un cuoco bravissimo mi da un sacco di “tips” sulla città. Troppe cose da fare e da vedere e solo 4 giorni, ma ce la faccio: spiaggia di St Kilda, Fitzoroy, Centro, Southgate, Circuito di Albert Park, Victoria Market, di giorno e di sera con Josh.

Dicono che Melbourne sia la città dove puoi godere delle 4 stagioni anche in due giorni: e infatti, arrivo con 27 gradi e con 13 gradi, la mia Great Ocean Road è un’altra pazzesca visione dell’Australia, sia con i piedi per terra, che su un elicottero, sorvolando i 12 Apostoli. Concludo l’ultimo giorno con l’Eureka Tower è il suo Sky Dek, che mi regala la frizzantissima Melbourne dall’88esimo piano e un altro tramonto “amazing” questa volta senza pioggia, ma con un po di malinconia, visto che quella è la mia ultima notte di quella avventura nell’avventura. Il giorno dopo infatti, l’aereo della Tiger, mi riporta a Perth.

Perth

Arrivo non sapendo assolutamente che ora siano, dato che con immensa semplicità, mi intreccio a fare i calcoli delle ore di vole e quelle del fuso orario, ma c’è Massimo, che chiamo appena atterrata, a ricordarmi dove sono, che ore sono e che sono tornata peggio di prima.

Per tornare a Fremantle chiedo un passaggio a due ragazzi li in aeroporto, Zapko e Barish….

Arrivo a casa e mi commuovo quando il piccolo Cian mi corre incontro buttandomi le braccia intorno al collo e continuo a commuovermi quando la sera la mia step family, al ristorante, mi prepara una cena d’addio indimenticabile.

La sera successiva, il sabato, la passo con Zapko e Barish, si loro, che oltre ad accompagarmi il giorno prima, mi invitano alla loro festa, in una delle ville più belle mai viste fin’ora, è la mia ultima sera in terra australiana e le ore inziano a volare tanto che inizio il conto alla rovescia durante quella festa, speciale e inaspettata, ma questa è un’altra storia.

Con la bici nel taxi torno all’alba a casa, provo a dormire due ore, ma non riesco…esco, vado al mare, in giro, cerco di catturare e godermi gli utlimi momenti a Framantle…saluto tutti, Massimo, Zapko, torno a casa, chiudo la valiagia, saluto il piccolo Cian, e i suoi genitori.

E’ il 24 febbraio e alle 18 salgo sul taxi, in lacrime, con il tassista che cerca di conoslarmi, arrivo all’aeroporto internazionale di Perth, dove il volo Emirates mi riporta a Roma e da li, il passo per Pescara è breve.

Scusate l’italiano e la forma di questo racconto, venuto giù così, senza troppi ragionamenti. potrei riscriverlo e modificarlo altre 1000 volte, perché è impossibile descrivere tutto in poche parole. Come è impossibile nominare tutte le persone meravigliose che ho incrociato in quei fantastici mesi. Ma ci sono le foto e i ricordi a racchiudere e a raccontarmi di nuovo tutto, ogni volta, in un modo diverso.

Non ho fatto nulla di speciale e né più né meno di quello che fanno in molti, in Australia e ovunque, ma nel mio piccolo, this is my Australia.

Marta

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commenti

15 Commenti
  1. straordinaria Marta, grazie per aver condiviso la tua esperienza

    • Mirko grazie a te per avermene data l’opportunità…per me è sempre un emozione riviverla..!!!

  2. Conosco molto bene i luoghi visitati da marta ho avuto la fortuna di viverci circa 7 mesi……mi emozionano molto e spero di ritornarci quanto prima lavoro permettendo…..se avessi la possibilita’ mi trasferirei subito l’italia non e’ un paese dove stare!!!!

    • …è vero …ho visto 1/100esimo dell’australia…ma lei è così ti emoziona ogni volta in un modo diverso…..

  3. Brava e coraggiosa per aver intrapreso un viaggio così esclusivo.
    Soprattutto partendo da situazioni di disagio e catapultarsi in un eden non solo idealizzato.

    • …grazie….non è stato effettivamente sempre semplice…ma ogni giorno era inaspettato…quindi anche i momenti “no” venivano ripagati….

  4. Fantastica storia e descrizione dei posti visitati, sono in Australia per cui posso capire ferfettamente…..
    Brava Marta.

  5. Ma hai lavorato in nero?

  6. Brava Marta! Sono un anziano viaggiatore sahariano che ha fatto della scoperta dell’ignoto uno stile di vita. Ho avuto la fortuna di viaggiare per 35 anni in luoghi che oggi si sono trasformati da paradiso in continente perduto. Ho spesso pensato di andare in Australia ma non mi sono mai deciso. Avrei voluto riscontrare la tua determinazione nei miei figli che per motivi diversi sono stati per troppo tempo legati alla nostra povera italietta e solo recentemente si sono decisi ad espatriare. Con questa tua esperienza hai dato un’impronta incancellabile alla tua vita e il tuo spirito di adattamento ti farà certamente scoprire un bel futuro. Auguri!!

    • …grazie per quello che hai scritto….è esattamente così…questa esperienza è stata, sotto un certo punto di vista, anche una prova….con me stessa (e come ho scritto non sempre rosea…. 🙂 )…ma assolutamente positiva, a 360 gradi….è stato difficile tornare ma è stato giusto così e forse, ha reso ancora più speciale questa mia avventura….

  7. Ciao Marta, infinita gratitudine per la meravigliosa esperienza condivisa.
    Potresti dirmi per favore come e dove si possano trovare host che ti ospitano?
    C’è qualche sito in particolare per Couchsurfing?
    Grazie di Cuore e sempre immensa meraviglia per continuare a vivere al meglio i tuoi sogni.

    Ornella

    • Ciao Ornella, Marta ha usato sempre http://www.couchsurfing.org

      • Ho appena finito di leggere la storia di Marta e con le lacrime agli occhi(non so se di gioia o di nostalgia) mi sento rincuorata, mio figlio e’ partito per Byron bay in cerca di lavoro e spero che avra’ le tue stesse emozioni li’….e un giorno raccontera’ le tue stesse emozioni qui…
        Maria….