Viaggiare, Vivere, Lavorare, Studiare, Emigrare

Incontro con Immigrata allo Sbaraglio

Condivi l'Articolo!Share on Facebook157Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn1Pin on Pinterest2Email this to someone

Se stai cercando informazioni sull’Australia prima di fare il grande salto, probabilmente ti sarai reso conto che là fuori ci sono centinaia di blog che ne parlano.
Quello che non sai, è che purtroppo ancora troppi siti e blog riportano informazioni poco accurate, realistiche e aggiornate, rischiando di crearti un idea sbagliata e portandoti fuori strada.

Tuttavia, recentemente ho avuto la fortuna e il piacere di conoscere una ragazza italiana che vive a Perth in Western Australia che è diversa da tutti i blogger che tu abbia mai visto fin’ora.

Sto parlando di Francesca, che nel suo sito Immigrata allo Sbaraglio, sta letteralmente aiutando migliaia di italiani a saperne di più sull’Australia, pubblicando articoli di grande valore pratico.

Non ti nascondo che ogni volta che esce un suo nuovo articolo, sono tra i primi a leggerlo e rimango praticamente incollato allo schermo fino alla fine.

Le ho chiesto di scrivere due righe di presentazione per gli amici di I Love Australia.
A lei la parola, a voi buona lettura.

Lascia un commento alla fine dell’articolo, mi fa piacere sapere cosa ne pensi.

P.S. Trovi Francesca anche su Facebook a questo link

info australia

Questa è la prima volta che scrivo in un sito che non sia il mio. La sensazione che sto provando è la stessa di quando entro in casa di qualcuno e cammino piano e leggera per non disturbare, attenta a dove metto i piedi e cercando di non far sentire troppo la mia presenza. Avete presente vero? Ci si guarda attorno con circospezione e si cerca di capire il nuovo ambiente, ci si chiede quanto possiamo sentirci a nostro agio e quanto possiamo spingerci senza risultare invadenti o rudi.

Qui però è un po’ diverso. Conosco Mirko da un paio di mesi ormai e lui conosce me. Sa come sono fatta e ha capito che sono una persona che fa sempre le cose spontaneamente, senza schemi o impostazioni.

Questa è la sua casa ma mi ha detto chiaramente di seguire il mio istinto e di fare come se fossi nella mia, di dimora. Niente domande stile intervista delle Iene, niente botta e risposta, niente cose pianificate. E il caso vuole che sia da un bel po’ che non scrivo e lascio libero sfogo a quello che mi passa per la testa. Le chiamo le mie sedute psicoterapeutiche autogestite che questa volta però svolgerò sdraiata su un divano che non è di casa mia. Voi invece sarete seduti su una poltrona comoda e accogliente e mi fisserete, pronti a capire chi sono.

E infatti mi chiederete:

“Ora spiegami, chi sei e perché sei su questo divano?”

“È una storia lunga sai? Sicuro di volerla sentire?”

“Ovvio, sono qui mica per niente, vai pure!”

“Ok.

Allora.

Francesca

C’era una volta una ragazza veronese di nome Francesca. Francesca non è mai stata come gli altri ragazzi. Durante la sua adolescenza a dir poco turbolenta, non riuscendo ad integrarsi, decide che l’Italia non è il posto che fa per lei. Immagina paesi lontani e sogna il momento in cui, un giorno, avrebbe vissuto lontano da lì.

Parecchi anni dopo ha la fortuna di incrociare la strada di un ragazzo dallo spirito altrettanto viaggiatore. Nel 2008 lei si laurea in biotecnologie farmaceutiche e subito dopo trova lavoro in un negozio di abbigliamento. La prigione dove si sentirà rinchiusa per i successivi due anni.

Per una serie di avvenimenti complessi e purtroppo anche molto dolorosi, il percorso dei due giovani prende una direzione inaspettata. A Novembre 2010, alla non più tenera età di 28 anni, Francesca ed il suo compagno decidono di lasciare l’Italia e provare a ricominciare una nuova vita.

Perché in Italia non stanno bene, in Italia sentono che non possono realizzare i progetti e i sogni che hanno dentro di loro.
La destinazione è l’Australia, il visto che hanno in mano è il Working Holiday Visa.

Atterrano speranzosi e felici di avere davanti un futuro che possono provare a ricostruire.

Sono ingenui, spavaldi e ancora non sanno che per riuscire a creare la loro nuova vita in Australia dovranno affrontare cose inimmaginabili.

Affrontano il primo mese cercando lavoro nelle farm, sperando di riuscire a fare i classici 88 giorni per poter rinnovare il visto un secondo anno e avere così più tempo per trovare una soluzione che sia a lungo termine.

Fanno molti errori dettati dall’inesperienza, non hanno nessuno a cui appoggiarsi, sono soli e si muovono a tentativi. Imparano molto sui lavori nelle farm, sui posti dove alloggiare, su come sia pieno di backpackers tutti in cerca della stessa cosa: lavoro, rinnovo visto per il secondo anno e poi si vedrà. Imparano ad avere a che fare con la mentalità e la cultura australiana, così diversa da quella italiana. Capiscono come sia diverso l’approccio al lavoro, come bisogna affrontare i datori e che i mezzi per trovare lavoro non sono quelli classici che conoscono dall’Italia.

Le cose però non vanno secondo i piani. Si ritrovano sperduti, confusi e hanno la sensazione che la strada che stanno cercando di intraprendere non sia la migliore.
Riflettono, discutono e decidono che proseguire il loro percorso sotto un WHV non è la cosa giusta. Capiscono che devono qualificarsi, che uno dei due deve studiare almeno due anni per ottenere una qualifica e poter poi risultare un buon bocconcino agli occhi dei datori di lavoro australiani. Con la qualifica si riuscirà ad entrare nel mercato del lavoro australiano, il mercato serio, quello dove puoi costruirti una carriera e vivere la vita che hai sempre sognato. E poi, cosa più importante, quella qualifica sarà il mezzo tramite il quale potranno richiedere un visto permanente e perciò rimanere in Australia a tempo indeterminato.

Mi segui fin qui?”

“Certo, mi piacciono già questi due!”Fra a Perth

“Bene, dunque… si spostano in macchina fino a Perth, 7456 km di viaggio, perché lì c’è il corso che hanno deciso di seguire. A Gennaio 2011 trovano una casetta in affitto e cambiano il loro visto, passano sotto ad uno student visa. Iniziano i due anni più intensi e importanti delle loro vite. Cambiano molto, maturano, fanno molti, tantissimi sacrifici, soffrono ma sono determinati a tenere duro per arrivare alla fine e realizzare quello che hanno in mente. Si innamorano sempre di più del loro nuovo paese, dello stile di vita, delle persone aperte e cordiali. Lo sapevano già ma ne diventano sempre più convinti: l’Australia è la loro nuova casa e da lì non se ne vogliono andare.

In questo arco di tempo Francesca costruisce un sito web, Vivere in Australia. Lo fa perché vuole mettere a disposizione quante più informazioni possibili per tutti quelli che sognano di emigrare downunder. Riscopre anche quanto le piaccia scrivere, sfogare i propri pensieri, comunicare le proprie sensazioni ed emozioni attraverso le parole. Crea perciò un blog e con esso anche una figura non proprio immaginaria: Immigrata allo Sbaraglio.

Dopo due anni di scuola finalmente arriva il momento per loro di iniziare una vita vera: a Marzo 2013 lui riesce a trovare un lavoro nel settore per cui ha studiato, quello dell’ingegneria e delle costruzioni, e lei inizia a dedicarsi a tempo pieno al webdesign e ai suoi siti web. Abbandonano i lavori part time poco gratificanti che li hanno tenuto compagnia per due interi anni, ma che li hanno anche permesso di sopravvivere e di pagare tutte le spese, scuola compresa.

Nel frattempo fanno richiesta del visto che stanno inseguendo da quando sono atterrati in Australia e ad inizio Luglio 2013 arriva la conferma: la loro richiesta è stata accettata e hanno ottenuto il visto permanente. Possono rimanere a tempo indeterminato e ci metteranno parecchio tempo prima di realizzare che ce l’hanno davvero fatta.”

“Aspetta però, mi dicono tutti che è difficilissimo riuscire a rimanere in Australia, a me sembra che a questi due sia andato tutto liscio e che sia stato abbastanza facile.”

“Eh va beh, io ti sto facendo un riassunto, non posso raccontarti tutti i dettagli. In realtà non è stato per niente facile, quello che è certo è che hanno fatto le scelte giuste e che queste scelte li hanno portati ad ottenere il visto in un tempo relativamente breve. Due anni e mezzo sono comunque due anni e mezzo. Posso continuare?”

“Sì sì, certo, scusami!”

“Non c’è molto altro da aggiungere in realtà. Lui ad inizio 2014 ha cambiato lavoro e adesso lavora per un ente governativo del Western Australia, che fa un po’ ridere a pensarci perché il nome d’arte della sua compagna è sempre Immigrata allo Sbaraglio. E a proposito di lei, dopo aver ottenuto la permanenza ha deciso di dedicarsi unicamente al proprio sito sull’Australia e al suo blog. Ha scritto degli ebook ma le difficoltà del marketing online l’hanno spinta, verso Marzo, a pensare di mollare tutto e cercare un lavoro normale. Non si spaventa all’idea di lottare per realizzare i propri sogni ed obiettivi, lo sta facendo da quando é arrivata in Australia, però sa anche che non può andare avanti così perché con un solo stipendio non riusciranno mai a vivere con la V maiuscola.

Era proprio nel pieno dell’invio di curriculum in modalità mitraglietta quando qualche strano marchingegno cosmico l’ha spinta a mettersi in contatto con Mirko, lo conosci no? Siamo seduti sui divani di casa sua.”

“Pfff… certo, so chi è!”

“Ecco, Mirko le ha dato quel qualcosa che le mancava, forse la spinta da parte di qualcuno che non fosse lei stessa o il proprio compagno. A volte si ha bisogno anche di un completo estraneo per ritrovare le energie e la carica per riuscire ad inseguire i propri obiettivi.Immigrata allo Sbaraglio

E così sono rimasti in contatto e hanno iniziato a collaborare. Entrambi hanno dei siti sull’Australia, entrambi cercano di offrire a chi li legge solo cose valide e di qualità, entrambi hanno capito che si possono fidare l’uno dell’altro e che sono guidati dallo stesso principio: dare una mano agli altri perché il karma farà tornare indietro il bene che stanno facendo.
E poi, cosa più importante, Mirko ha capito che deve lasciarle fare le cose come le sente lei, perché essere se stessi è una cosa fondamentale per questa ragazza.

Ed ecco perché non le ha fatto un’intervista normale ed io sono seduta su questo divano e tu mi stai fissando dalla tua poltrona comoda.”

“Quindi tu sei questa ragazza, Francesca?”

“Eh già.”

“E perché hai parlato di te in terza persona come fanno gli psicopatici?”

“Perché te l’ho già detto, Francesca fa le cose seguendo quello che sente e che le passa per la testa. Credo sia anche per questo che ora vive felice e beata in Australia.”

“Ma farai altre sedute psicoterapeutiche? Cioè, ti rivedremo?”

“Chi lo sa.

Forse.

Se Mirko non mi sbatte fuori di casa.”

Francesca

Condivi l'Articolo!Share on Facebook157Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn1Pin on Pinterest2Email this to someone

Lascia un Commento

commenti

5 Commenti
  1. da ex italo australiano, direi che la storia e l’esperienza vissuta da Francesca è molto più vicino alla realtà (simile a quella vissuta da me anche se in altre circostanze) rispetto alle tante storie lette in altri blog

  2. Brava Francesca.
    Chiedo a Marino Belligoi dove vive e lavora sulla G.C.?
    Anch’io son friulano e trascorro tutti i Natali da 20 anni a Broadbeach.

  3. Ho da 5 mesi mia figlia in australia proprio a Perth.
    Per caso mentre cercavo informazioni in rete becco manuale ebook e libro di francesca..subito acquistati con lo scopo di scoprire dettagli utili da suggerire a mia figlia che come nel libro si guadagna la giornata con le pulizie, con tutte le difficoltà quotidiane come da libro.
    Bene ho capito..ho capito…non ho nulla da spiegare a mia figlia ….chi doveva capire ero io….ora mi spiego meglio le cose che a me sembravano risolvibili e con ostinazione non convidivevo……nella narrativa di mia figlia.
    Chissà come finira la sua avventura.
    Grazie a questo libro non starò piu a dare consigli….ma farò di tutto per stimolare la volonta di mia figlia cosciente che solo lei sarà artefice del suo futuro.
    Grazie emmigrata allo sbaraglio..
    Roberto.