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L’Isola Paradiso K’gari

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A un certo punto del mio viaggio in Australia e seguendo anche il consiglio di Scott Rutumah, decido di spostarmi sulla costa meridionale del Queensland in un’isola davvero speciale chiamata K’gari che significa “Paradiso”, ma meglio conosciuta al resto del mondo, con il nome di Fraser Island.

Lake McKenzie Fraser Island Australia

Fraser Island

Quest’isola non fa parte della nazione Bundjalung, ma ha avuto un ruolo importante nella vita di molte tribù appartenenti a quest’area costiera. Gli abitanti originari di K’gari sono i Butchulla (Popolo del Mare), ed i numerosi laghi presenti nell’isola sono parte integrante dei loro Dreaming. Oggi i Butchulla cercano di mantenere vive le tradizioni e desiderano trasmettere ai visitatori messaggi di cura e rispetto per quest’isola di sabbia unica al mondo.

Una volta sbarcata nell’isola ho potuto ammirare dei simboli tradizionali Butchulla che rappresentano un messaggio di benvenuto all’isola, che può essere tradotto in questo modo: “Buongiorno!!! Benvenuto!!! Il popolo Butchulla, custode tradizionale di K’gari, ti dà il benvenuto nell’isola. Possano tutti i nostri spiriti buoni esserti vicino per tutto il tempo. Ovunque tu vada ricordati di lasciare solo le tue orme”.

“Galangoor Djali! Galangoor.

Butchulla Bilam, Midiru K’gari galangoor nyin djaa.

Ngalmu galangoor Biral e Biralgan bula nyin djali!

Wanya nyin yangu, Wanai djinang djaa.”

Oggi, K’gari contiene un’inestimabile patrimonio archeologico spirituale e sociale. Attraverso un importante progetto archeologico effettuato nel 1976 sono stati registrati 152 Tumuli “Midden”, 66 siti tradizionali Butchulla e svariati alberi incisi “da cui il Popolo del Mare ricavava canoe e rifugi prelevando solo la corteccia e mantenendo gli alberi in vita”. Questi magnifici alberi secolari, potrete ammirarli vicino a Wanggoolba Creek sulla costa occidentale di Fraser Island, oppure intorno al Lago Bowarrady ed al Lago Allom.

I Laghi di Fraser Island

Quest’isola non poteva avere nome più appropriato di K’gari, durante il mio soggiorno mi sono sentita davvero come in Paradiso. Ma in assoluto quello che mi ha colpito di più sono i laghi, tutti bellissimi e particolari. I più famosi sono due laghi sacri per il Popolo del Mare, il lago Boorangoora ed il lago Wabby.

Nel lago Boorangoora che significa “acqua di saggezza”, conosciuto anche con il nome di lago McKenzie, i saggi si incontravano per prendere decisioni importanti, l’acqua del lago era la loro fonte di acqua potabile e non veniva utilizzato per altri scopi al fine di preservarne la purezza. Questo lago è talmente trasparente che riflette i colori del cielo e la spiaggia di silice bianchissima, che costeggia il bordo del lago è il luogo ideale per fermarsi a fare una lunga sosta rinfrescante.

Invece il lago Wabby con l’acqua di colore verde smeraldo è il lago più profondo dell’isola, e si trova adiacente alla duna Hammerstone, che si sta lentamente spostando verso il lago e purtroppo tra circa un centinaio di anni lo farà scomparire del tutto sotto la sabbia. A differenza del lago McKenzie e degli altri laghi di K’gari che contengono livelli elevati di acidità nell’acqua, il lago Wabby ha un’acidità piuttosto bassa, che gli permette di ospitare diverse specie acquatiche, quindi non stupitevi se qualcosa vi mordicchia o solletica le gambe, quando vi immergerete nel lago.

Lake Wabby Fraser Island

Altro luogo sacro per i Butchulla è Wanggoolba Creek, qui solo le donne Butchulla potevano accedervi, in quanto il fiume che scorre immerso sotto la foresta pluviale era un luogo destinato al parto.

Nelle vicinanze troverete anche la Stazione Centrale che oggi è un’importante luogo di sosta con un’ area attrezzata per i picnic, in quest’area ci sono diversi sentieri che sono ideali per fare delle rilassanti passeggiate, qui ho potuto ammirare la rarissima felce primitiva australiana (Angiopteris evecta), che non cresce da nessun altra parte nell’isola.

Nelle vicinanze di Eli Creek, situato sulla costa orientale dell’isola invece ho avuto la fortuna di incontrare il Dingo, che oggi è l’animale simbolo di Fraser Island. Gli esemplari che si trovano nell’isola sono gli ultimi Dingo puri dell’Australia Orientale e proprio per prevenire incroci i cani non sono ammessi sull’isola.

Dingo Fraser Island

Il turismo non è nuovo a K’gari. Durante la stagione della triglia di mare, altre genti, provenienti da altri gruppi linguistici, venivano ospitate dai Butchulla per condividere questa abbondanza di pesce. I visitatori sono sempre stati i benvenuti, e la condivisione era insita nella cultura del Popolo del Mare.

Fraser Island era anche una destinazione di festa, dove si svolgeva uno dei più importanti Corroboree (Festival delle Danze), a cui molte tribù provenienti dalla costa orientale australiana partecipavano. Questo festival si svolgeva nella bellissima spiaggia di Corroboree Beach, che oggi rappresenta il più grande sito aborigeno registrato nel Queensland meridionale.

Non molto distante da Corroboree Beach, si trova Indian Head un promontorio costiero a picco sull’oceano, divenuto oggi un’importante meta turistica, grazie alla sua spettacolare vista panoramica, devo ammettere che è stato davvero entusiasmante arrivare in cima al promontorio, dopo una rocambolesca scalata del ripido sentiero a piedi nudi…

Indian Head Fraser Island

Questo viaggio in Australia è stato come un meraviglioso Sogno (Dreaming), che si è realizzato e per questo sento di dover ringraziare Mirko di I Love Australia per i suoi preziosi consigli…..

Noi occidentali abbiamo molto da imparare dai “The Original Australian People”, basti pensare che loro avevano compreso già millenni di anni fa l’importanza dell’eco-sostenibilità.

Nella loro cultura l’uomo vive in perfetta simbiosi con l’ambiente circostante, nei loro racconti tramandati oralmente, il ruolo dell’uomo non è quello di dominare egli è solamente parte del tutto e la sua funzione non è quella di sfruttare, bensì quella di sorvegliare di ammirare e di conservare. L’ uomo non ha ne potere ne privilegi ha soltanto la responsabilità della tutela dei luoghi dove risiede.

Lorena

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