Viaggiare, Vivere, Lavorare, Studiare, Emigrare

Melbourne ti Lovvo

Condivi l'Articolo!Share on Facebook65Tweet about this on TwitterShare on Google+6Share on LinkedIn2Pin on Pinterest2Email this to someone

Melbourne ti lovvoMi perdo per le strade di Melbourne che avrà sempre un posto speciale in questo viaggio dall’altra parte del mondo.

E’ la prima città in cui sono stata, il punto di atterraggio, esattamente 150 giorni fa. Non tornerei indietro per nulla al mondo, per nulla al mondo rivivrei le ansie e i pensieri pre-partenza.

Ricordo con esattezza che mentre dall’Italia organizzavo i miei primi giorni qua, avrei pagato perché qualcuno mi venisse a prendere in aereoporto e mi ospitasse le prime notti, la cosa mi avrebbe rassicurato non poco, più che altro perché mi terrorizzava un viaggio di 22 ore in cui non sapevo se sarei riuscita a chiudere occhio e di conseguenza non immaginavo le mie condizioni al mio arrivo qua.

Dire che tutto si è disciolto come una bolla di sapone, è poco: in volo ho dormito, coccolata da tutti i comfort di una compagnia a cinque stelle, ritirate le valige ho seguito l’indicazione “uscita” e dopo quattro passi mi sono trovata davanti al bus navetta diretto in centro; arrivata alla stazione, il piccolo pullmino accanto al nostro attendeva me e un altro signore per portarci esattamente alla porta dell’ostello.

Mi viene da ridere se ci ripenso! E’ stato tutto così semplice che se me l’avessero raccontato non ci avrei creduto. Ho trascinato il mio valigione su per i tre gradini dell’ostello, ho fatto il check-in senza problemi e in una camera scura e senza finestre mi sono seduta sul letto a castello e tra me e me ho detto: “Sara, sei a Melbourne” con un misto di gioia per esserci finalmente arrivata e preoccupazione per i successivi passi da muovere e una nuova strada da costruire.

Proprio in questi giorni Facebook mi ha rimbalzato più di una volta questa frase di Roberto Benigni: “Iniziare un nuovo cammino ci spaventa, ma dopo ogni passo ci rendiamo conto di quanto fosse pericoloso rimanere fermi.”
Questo è quello che provo oggi, a cinque mesi di distanza da quell’atterraggio.

I primi passi sono stati timidi, ma giorno dopo ho trovato il coraggio e mi sono spinta sempre più lontana.

 

Muoversi a Melbourne

E’ facile muoversi per questa città, le strade sono ad angolo retto e in centro c’è tutto; il centro è grande, ma lo si gira tranquillamente a piedi e quando si è stanchi, basta saltare sul Free City Circle Tram, un servizio gratuito pensato principalmente per i turisti, ma utilizzato da tutti: fermata dopo fermata descrive i punti di interesse che si incontrano sulla via.

Melbourne conta 4 milioni di abitanti eppure è così diversa dalle frenetiche metropoli europee: la gente è in generale più rilassata anche nelle ore di punta, i mezzi pubblici funzionano e sono utilizzati da tutti, si, anche dai signori che si recano al lavoro in giacca e cravatta.

A molte fermate e alla stazione dei treni e degli autobus degli impiegati sono presenti per dare informazioni e indicazioni alla gente così come in centro si incontrano degli omini con una T-shirt rossa a cui si possono chiedere informazioni sulla città.

In centro la città è sicura: certo anche qua bisogna adottare le solite accortezze, ma non si cammina con la paranoia costante di essere borseggiati.

 

Melbourne Multiculturale

Melbourne è una città incredibilmente viva e in movimento a ogni ora del giorno e ospita un invidiabile mix di culture: passeggiando per le sue strade non c’è nazionalità che non s’incontri in un continuo mescolarsi di lingue e accenti, diversi modi di salutarsi, tratti somatici e gradazioni della pelle.

Molti dei suoi abitanti sono a dir poco stravaganti: qua si vede davvero di tutto, la libertà d’espressione non ha limiti.
Credo di essermi imbattuta in ogni possibile gradazione del colore dei capelli: fate turchine, leonesse dalle chiome infuocate, svariate protagoniste del libro “Capelli viola”, verdi speranza ormai bisognosi di un’altra tinta. Allo stesso modo ho visto le pettinature più diverse e artistiche che mi fosse mai capitato. Stesso discorso per l’abbigliamento: stili e non-stili diversi che si incontrano tra queste strade sempre affollate, sempre vive, sempre così colorate.

A renderle così vive sono anche gli artisti di strada che si esibiscono a ogni angolo: c’è chi suona, chi dipinge, chi si traveste, chi balla, chi canta… tra di loro c’è anche qualche matto da legare, ma la maggioranza trovo siano davvero artisti che mettono passione in quello che fanno. Immancabile il cappellino, la scatolina, il portastrumenti pieno di monetine e qualcuno fermo ad osservare.

Edifici diversi si susseguono e convivono, ognuno col suo stile, ognuno con qualcosa che lo rende particolare e unico: ho perso il conto delle foto fatte ai numerosi grattacieli, non un semplice susseguirsi di piani che arrivano a toccare il cielo, ma ciascuno un piccolo gioiello d’architettura e a volte di colori.

Il mare è poco distante, una ventina di minuti di tram e si arriva nel quartiere turistico della città e su una spiaggia che si spiega per kilometri e kilometri, lontana dal frastuono della città. Piccole oasi di serenità e al profumo di vacanza si possono trovare sulle rive del fiume Yarra, che silenzioso attraversa la città.

 

Anche questo è Melbourne

Purtroppo anche Melbourne non è perfetta e c’è un aspetto con il quale non riesco a scendere a compromessi e darmi pace.
Per le sue vie si incontra tanta povertà: tante sono le persone che chiedono la carità; troppi sono i ragazzini sbandati che affollano la stazione centrale in un turbinio di piercing e tatuaggi nei posto più impensati e chissà cos’altro dietro ad un apparenza che non fa pensare a nulla di buono; troppi genitori disadattati che forse starebbero meglio in una comunità di recupero invece che a spingere stanchi passeggini, senza pazienza né dolcezza; tanti bisognosi, tante persone evidentemente alterate da alcool e droga, tante persone che tendono la mano chiedendo una monetina che gli regalerà forse solo un istante effimero di gioia.

Osservo silenziosa e mi si stringe il cuore ad ogni incontro, incapace di lasciarmi scivolare tutto addosso.

Melbourne per me è tutto questo e molto di più.

Sono tornata dopo essere stata lontana per oltre tre mesi e subito mi sono sentita a casa.

E sono felice di festeggiare qua i miei primi 150 giorni Down Under: Melbourne, ti lovvo!

Sara

 

Se ti è piaciuto leggere Melbourne ti lovvo, clicca sul pulsante blu e condividilo con i tuoi amici su Facebook, Twitter e Pinterest

Condivi l'Articolo!Share on Facebook65Tweet about this on TwitterShare on Google+6Share on LinkedIn2Pin on Pinterest2Email this to someone

Lascia un Commento

commenti

4 Commenti
  1. grazie Sara, questo articolo è arrivato proprio al momento giusto e il messaggio che contiene ha un valore inestimabile

    • ciao mirko, sono contenta! sempre complimenti x il tuo sito, mi piace molto anche il restyling 🙂
      a presto con nuove storie, sensazioni, emozioni.