E’ difficile sapere da dove cominciare quando si scrive una recensione di un festival delle dimensioni del Bluesfest a Byron Bay, tale è la lunghezza e la larghezza di un festival che copre cinque giorni, con molti palchi e oltre 200 spettacoli.

Naturalmente, ci sono i luoghi comuni per iniziare, i Cold Chisel nella serata di apertura non hanno mostrato segni di invecchiamento mettendo assieme due ore di una miscela di classici e nuove canzoni da ultimo disco, No Plans.

John Fogerty ha regato ai suoi fan Cosmo’s Factory sabato sera, poi Green River lunedi sera, insieme a una serie di successi, allietando le folle con la sua energia e passione.

Oppure John Butler che con i suoi numeri ha lasciato tutti incantati.

Bluesfest 2012

Bluesfest 2012

Poi di nuovo, si potrebbe iniziare con Eilen Jewell che è riuscita a mescolare perfettamente una chitarra scintillante con uno western swing, il suo cuore afoso fusione vocali e la mente, una vera delizia da vedere. Jewell ha festeggiato il suo 33 ° compleanno, il giorno del secondo set della band, ma è stato il suo dare i regali, uno spettacolo davvero fantastico.

E poi c’è Justin Townes Earle, che magro come un chiodo, perennemente avvolto nel fumo di sigaretta, ha incantato la folla mentre raccontava le sue storie. Altri cosidetti cantautori hanno cercato di replicare i suoi testi, ma non ci sono riusciti. Quest’uomo è incredibile, è lui ad alzare le luci con il suo talento.

Suo padre, Steve Earle, è ovviamente il pozzo da cui arrivano i flussi di questo talento, il vecchio Earle è un narratore nato.

Per quelli più appassionati di voci rauche, ci sono stati artisti del calibro di Dallas Frasca, il cui set diventano più grandi, più pesanti e più crudi ogni volta che li vedo, di pari passo con O’Kell Marshall, che ha fatto esplodere il tetto dello stage Cavanbah sabato pomeriggio su una folla impazzita.

Che dire di Ziggy Marley, non ci sono parole per descriverlo, avreste dovuto essere li.

Non ha piovuto quest’anno, per la prima volta nella vita del festival a quanto pare, e la temperatura ha raggiunto quelli di metà estate, una prospettiva strana per questa parte del mondo, nel tempo pasquale, e quindi c’era una atmosfera spensierata galleggiante sopra il festival di quest’anno.

I cani poliziotto hanno “avuto naso” per 159 rilevamenti di droga  Bluesfest durante il fine settimana e hanno confiscato marijuana, cocaina e estasy a 53 persone solo nella notte di sabato, figuriamoci nei 5 giorni.

 

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